“Focus sull’uomo Moderno”

Cultura & Società

L’ attesa della letteratura

La letteratura deve conservare un’autonomia; una totale autonomia dal suo tempo. In questa autonomia si ritrova la perfezione dei classici, e questo avviene soltanto quando si avverte un rifiuto in seno all’opera stessa, una sorta di resistenza che l’autore ha dovuto opporle per realizzarla senza forma : un vero atto d’accusa rivolto al mondo esterno. Ma è pur vero che ogni silenzio, come rifiuto, è un’invocazione a farsi sentire, a voler dire/ annunciare. La letteratura nella sua incapacità di uscire dallo scritto determina che il suo autore deve saper trovare delle ragioni per agire. Il linguaggio è completamente esposto al pericolo dell’estinzione. Soltanto un linguaggio non volgarizzato consente all’attività letteraria di rimanere in vita. Prendiamo in considerazione l’opera di Musil- L’uomo senza qualità”.

L’autore ha creato il personaggio senza nessuna qualità, ma anche senza nessuna sostanza. E’ un uomo qualsiasi, privato di se stesso: l’uomo moderno! L’uomo moderno, come il personaggio di Musil, accoglie tutte le possibilità che gli si offrono dall’esterno, ma tiene salda l’ironia: scambio tra freddezza e sentimento. L’uomo mai vicino a ciò che gli è più vicino, mai estraneo a quello che gli è estraneo. Sceglie di essere tale per un ideale di libertà e tutti i fatti particolari si perdono nell’insieme impersonale dei rapporti di cui non segnano che l’intersecazione solo momentanea. E’ l’uomo della grande città, una qualsiasi. Non ha l’aria di niente, l’impersonale sì del quotidiano. L’individuo che non è più un singolo, ma che si confonde con la verità di un’esistenza anonima.

Rappresenta la neutralità delle esistenze collettive. Sempre informe, volto a sopprimere la realtà dell’esistenza per tenderla tra il possibile , che è un senso, e il nonsenso dell’impossibile.  Così si crea il blocco di ogni sistema, ogni cristalizzazione ” alla vita non dice no, ma non ancora” come se il mondo della verità  non dovesse cominciare che il giorno dopo. All’inizio dell’opera lo scrittore può attribuirsi tuti i modi di dire e di essere, eccetto la parola troppo abituale che protende al senso e alla verità: quel che vien detto in quello che lui dice non ha ancora senso; non è vero ancora, non ancora e mai più di questo, non ancora! E’ questo lo splendore sicuro chiamato un tempo Bellezza.

L’essere che si rivela nell’arte è anteriore alla rivelazione: la sua innocenza e la sua inquietudine. Per questo l’essere è per sempre escluso dalla terra promessa della verità.

Attesa della letteratura: venire alla presenza. Laddove il senso non si dà mai presenza, ma assenza.

Il senso anteriore al senso

Presenza / Assenza

Il prima e il dopo delle cose

 

Marilena Liaci