Maxi inchiesta sanità Basilicata specchio del malgoverno regionale

Cultura & Società

MATERA – Il terremoto giudiziario avvenuto in Basilicata è solo la giusta conclusione di uno squallida incapacità di governare seriamente la nostra regione da parte di coloro che hanno avuto in mano le redini del potere politico e amministrativo.

E’ quanto afferma in una nota il Segretario provinciale della Cisal di Matera Luigi D’Amico, il quale dichiara che occorre in questa fase  dare totale fiducia alle indagini della Procura di Matera e della Guardia di Finanza che sono riusciti a scoperchiare, nell’ambito di una maxi inchiesta, un giro di malaffare nelle assunzioni e negli appalti. Che il sistema sanità in Basilicata facesse acqua da tute le parti era risaputo, così come si evidenziavano, in più di qualche occasione, alcune possibili stranezze nei concorsi e negli appalti e/o forniture nelle aziende sanitarie lucane. Grazie alle indagini della Procura di Matera e della Guardia di Finanza finalmente sono venute a galla ipotesi di reato come peculato ed abuso di ufficio per la gestione di concorsi che vedono coinvolti anche noti amministratori e politici lucani e del barese. Che l’esito di questa maxi inchiesta sia arrivata in questo momento a qualche mese dalla scadenza naturale del governo regionale è senz’altro un segnale favorevole per tutti coloro che chiedono a gran voce di iniziare a gestire questa nostra regione con meno interessi particolari e più interessi generali.

La Regione Basilicata ha il triste primato di essere tra le regioni più povere del ns. paese, con meno giovani occupati, con più giovani laureati che fuggono altrove, con più cittadini che vanno a curarsi fuori regione, con una marea ancora enorme di precariato fino ad ora assistiti da qualche leggina di passaggio. D’Amico auspica che coloro ai quali saranno accertati i reati commessi paghino e che non si affaccino più alla ribalta politica ed amministrativa regionale. Inoltre auspica che alle prossime elezioni regionali in Basilicata si candidino volti nuovi, persone che mai hanno preso parte alle vicende politiche regionali, affinché in tal modo si possa aprire una pagina del tutto nuova per  le attuali generazioni in forte crisi economica e sociale e per quelle future che si speri non siano più costrette a continuare ad emigrare per trovare sbocchi alle loro naturali aspettative.

La fuga dei cervelli, degli ammalati, dei giovani, conclude Luigi D’Amico, è ancora più dolorosa se si pensa che fuggono da una regione che ha il privilegio di avere petrolio, acqua, gas, bellezze naturali ed architettoniche uniche, ma ha lo svantaggio di essere stata gestita in maniera pessima, utilizzando le royalties del petrolio come bancomat per pochi privilegiati, anziché occasione irripetibile di sviluppo economico, sociale ed occupazionale.

Luigi D’Amico