Gioco responsabile, l’esempio del manifesto di Novomatic

Cultura & Società

BARI – La definizione di “gioco responsabile” ha fatto discutere, e a volte irritare, l’opinione pubblica. Di sicuro risulta strano credere che a promulgare l’ideale di scommesse consapevoli siano le aziende che su quelle puntate costruiscono i loro guadagni. La cooperazione per un settore dell’azzardo estraneo alla ludopatia è però concreta e prende spunto proprio dai brand più famosi.

Lo conferma il recente Manifesto della Comunicazione e del Marketing Responsabile approvato da Novomatic, il produttore di alcune delle slot machine più famose sul mercato terrestre e live. Il marchio austriaco ha divulgato le linee guida che intende seguire per consentire ai suoi clienti di essere informati sui rischi connessi con il gioco d’azzardo, impegnandosi a rispettare le norme in materia di comunicazione. L’impegno per un “Gioco responsabile” si traduce in pubblicità esaustive sulle probabilità di vincita e sui pericoli del gambling compulsivo. A monte di tutto rimane la necessità di rivolgersi a un pubblico selezionato, quello dei maggiorenni. Nessuno spot viene quindi trasmesso sui canali di comunicazione che si rivolgono ai minori, come le Serie Tv per gli adolescenti o siti internet in voga tra i giovani. Concentrare le energie economiche su media più vicini agli adulti è d’altronde redditizio per la stessa azienda di scommesse, che raggiunge con maggiore probabilità qualcuno che può legalmente avvicinarsi all’attività. Anche gli attori e i modelli delle campagne pubblicitarie sono chiaramente maggiorenni, per non diffondersi un messaggio interpretabile in più modi.

Novomatic insiste inoltre sulla casualità della vincita nelle scommesse, che non possono essere considerate una fonte di reddito stabile. Inoltre, il linguaggio viene scelto per non includere un gruppo specifico di destinatari, come avviene spesso negli spot televisivi. Per di più l’azienda produttrice delle slot machine di StarVegas Casinò non utilizza annunci collegati a eventi sportivi specifici, che attirano un’utenza piuttosto ampia. Gli attuali mondiali di calcio in Russia sono una motivazione valida per chi soffre di ludopatia di scommettere più denaro di quanto si possa permettere. E a volte basta ridurre la pubblicità per non invogliare il pubblico a giocare.

La prevenzione, con l’affermazione chiara delle probabilità di vincita e dei pericoli connessi all’azzardo, rimane un aspetto importante, ma l’assistenza a chi già soffre problemi di ludopatia lo è forse ancora di più. Novomatic ha dichiarato di seguire una politica per cui negli annunci vengono inserite informazioni riguardanti l’assistenza disponibile per i problemi di dipendenza da gioco. Un altro aspetto interessante, oggetto di polemiche da parte dell’opinione pubblica, è lo sponsoring. L’azienda svedese ha deciso di non prestare il proprio nome ad attività che possono essere raggiunte facilmente dagli adolescenti, seguendo la linea guida del 18+. In passato era stata addirittura la nazionale italiana di calcio ad accettare il marchio di una casa di scommesse come sponsor per la maglia della prima squadra. Le successive polemiche avevano congelato l’accordo, ma la questione è rimasta aperta. E vedere che ad allontanarsi da questo tipo di soluzione a volte sono le stesse aziende di gambling, fa ben sperare per il futuro.