La chiesa di Santa Maria della Croce in Salento

Ambiente & Turismo

di Pasqualina Stani

E’ un capolavoro dell’arte paleocristiana e bizantina, l’antico edificio di culto di Santa Maria della Croce, che si trova a Casarano. Uno studio sugli splendidi mosaici che ospita riesce a dare una degna interpretazione

Da diversi anni è una delle mete di tendenza per le ferie estive predilette in Salento. Un gioiello nascosto che merita senz’altro una visita: la chiesa di Santa Maria della Croce che a Casarano, la cittadina del Salento meridionale dove è situata, conosciuta con l’appellativo di “Casaranello”, così denominata per il quartiere in cui si trova.

Questo luogo di culto è un tesoro dell’arte paleocristiana e bizantina, che ha attirato l’interesse di studiosi stranieri fin dal XIX secolo. Posizionandosi di fronte alla chiesa prima di entrare, si resta colpiti dall’austera semplicità dell’edificio: la linearità del profilo a capanna, un rosone di dimensioni contenute, nulla che faccia presagire la ricchezza che si ha modo di scoprire all’interno.

La datazione della parte più antica della chiesa è stata un po’ dibattuta: in passato prevaleva la tesi del V secolo, mentre gli studi più recenti tendono a spostare la datazione al VI secolo, che la colloca comunque tra i più antichi monumenti pugliesi. Risalgono a quest’epoca gli splendidi mosaici che decorano la cupola e la volta a botte, ma la storia di Casaranello ci dà testimonianza di diverse epoche storiche, osservando gli affreschi sulle navate.

Il ciclo più antico è del X-XI secolo e ne fa parte, per esempio, la Madonna tipicamente bizantina (foto sopra) nelle vesti di “madre di Dio” alla quale la chiesa era dedicata. Vi sono poi altri affreschi che risalgono al XII-XIV secolo e addirittura fino al XVII secolo: i diversi cicli erano spesso stati sovrapposti gli uni agli altri nel corso del tempo e oggi sono resi visibili grazie ai restauri e alle ricollocazioni lungo le pareti della chiesa.

Una prima monografia completa sulla chiesa di Santa Maria della Croce è parte del progetto Touch Casaranello, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si propone di avvicinare il pubblico più vasto possibile a questo importantissimo monumento. Si propone un’interpretazione originale dei mosaici di Casaranello, sulla base di confronti con altri importanti edifici a Cipro e in Turchia, ma anche attingendo alla letteratura e alla filosofia ebraica, greca e cristiana.

«Il simbolo più importante si trova ai bordi della splendida cupola di colore azzurro intenso: si tratta della medusa, in cui si può vedere una rappresentazione dell’anima del credente-.

La miriade di simboli vegetali e animali che si snodano sotto lo sguardo del visitatore fa riferimento ai principali concetti del Cristianesimo.

Desta particolare attenzione l’immagine della lepre che addenta un grappolo d’uva nella quale possiamo si vede il simbolo del cristiano che fugge dalle tentazioni e si nutre spiritualmente con l’eucaristia, simbolo metaforico dell’anima in cerca di salvezza.