Michelin: rivoluzione gomme, materiali rinnovabili

Politica & Diritti

Siamo nell’epoca dell’energie rinnovabili, della raccolta differenziata, della auto elettriche e di un tema dell’inquinamento ambientale oramai centrale nella vita delle persone, dalle metropoli alle cittadine più piccole. Ovviamente l’auto si colloca al centro della questione, essendo lo smog causato dalle quattro ruote una delle motivazioni principali di infestazione dell’aria.

Ecco dunque che, oltre alla tipologia di iniezione, anche i pneumatici su cui le auto si muovono. Non è un caso che un colosso come la Michelin, costruttrice leader francese a livello mondiale del settore, afferma in merito alla delicata questione che: “Entro il 2048 gli pneumatici Michelin saranno realizzati all’80% con materiali sostenibili e da riciclo. Coinvolgendo tutta la filiera, saranno riciclati il 100% di quelli a fine vita». La voce diretta niente meno che di Jean-Dominique Senard, 65 anni, ad di Michelin, al Movin’On di Montreal.

L’amministratore delegato prosegue affermando che: “Come azienda chiediamo più regolamentazioni oggi vengono fatti i test di controllo solo sulle gomme nuove, ma dopo solo pochi mesi le performance di alcuni pneumatici peggiorano profondamente. Con un rischio enorme per la sicurezza, se non vengono cambiati. E per l’ambiente, se vengono sostituiti. Non è accettabile”.

Non è accettabile infatti che ogni anno vengono inutilmente cambiati qualcosa come circa 400 milioni di pneumatici. Il tasso di recupero attuale ammonta al 70%, il riciclaggio invece si aggira a cifre più basse, all’incirca il 50%. Problema evidente è che molti di essi vengono bruciati piuttosto che rigettate nel processo di conversione. Entro 30 anni, fossero confermati i numeri espressi dall’alto dirigente, si potrebbe giungere ad un clamoroso risparmio di quasi 33 milioni di barili di petrolio ogni anno, carico equivalente più o meno a quello di 16 super petroliere.

In particolare la casa francese sta provvedendo a studiare una produzione di gomme contenenti biomasse quali la paglia ad esempio, legno e barbabietole, sempre al fine di arrivare ad una quantità di materiale rinnovabile per l’80% del totale. Fra i numerosi altri temi trattati al Movin’On di Montreal, che proprio quest’anno compie vent’anni, anche la mobilità sicura, connessa, condivisa e pulita. Tante case di auto molto importanti come Bmw, Nissan, Tesla e Fisker, quest’ultime due mettendo sul banco la loro esperienza in tema di iniezione ibrida.

Il tema dei pneumatici resta dunque sempre più centrale nell’evoluzione delle quattro ruote, sia sul piano della sicurezza stradale che per una sostenibilità idonea per un inquinamento ambientale che negli ultimi anni ha raggiunti picchi non più sopportabili, recando danni enormi all’ecosistema e, di conseguenza, a noi che lo viviamo e respiriamo ogni giorno. Un bene, da questo punto di vista, sarebbe anche la costante seppur minima formazione e conoscenza di ciascun automobilista in tema di risparmio energetico e ambientale.