La sostanza priva di forme

Politica & Diritti

di Massimo Corrado Di Florio

Oggi la classe forense manifesta a Bari. Piazza prefettura con le toghe in rivolta con compostezza misurata. Dopo le richieste -disattese- si passa alla pubblica piazza. La speranza non muore e, in compenso si muore dal caldo. Nelle tende, fuori, in piazza, si muore dal caldo. La gestione del funzionamento dignitoso, sacrale, formale è morta. Al momento non si registrano progressi o, almeno, non se ne vedono secondo le aspettative degli avvocati. Ma che sta succedendo? Si riesce a chiudere non uno, non due ma tutti i porti italiani per mezzo di un intervento ministeriale che potremmo definire epocale. Si riesce perfino a porre le basi per una crisi internazionale.

Si riesce quando occorre che si riesca a fare qualunque cosa. Ma allora, la giustizia? Perché non si riesce a farla funzionare? Evidentemente non serve alla bisogna. Essì, non serve. Tuttavia, vi sono un bel po’ di persone che, contrariamente a quanti pensano che la giustizia sia oramai solo uno scolorito orpello della nostra liquida società, aspettano, nemmeno vinti dal caldo infernale, che qualcuno decreti la fine dell’inferno in cui è precipitata la giustizia qui a Bari.  Non so bene fino a che punto il Sig. Prefetto di Bari possa essere determinante per la risoluzione del problema. Neppure so bene chi, oggi, ha il cerino in mano e desideri disfarsene per non bruciarsi le dita. Una partita è ancora in atto ed è una partita che dura da oltre un ventennio.

Chissà quanti cerini e quante mani. Avvicendamenti continui. Un continuo ricominciare per mai cominciare. La società più liquida che si potesse mai immaginare. Il trionfo delle antiche politiche dei re fannulloni. In fin dei conti c’è ben poco di cui lamentarsi. Ma sì. L’abitudine al nulla ci fa sonnecchiare in questo nulla. Lo scopo finale? Probabilmente renderci tutti insensibili poiché, tanto, alla fine di questa fiera del niente, qualcosa succederà pur senza garantirci un agognato termine finale. E la giustizia? Vabbè, dai, qualcosa succederà. Mica possiamo prendercela per così poco! Di sostanza ne abbiamo da vendere e se manca un pochetto di forma non è la fine del mondo.

In fin dei conti le specie viventi che durano più a lungo nel tempo sono proprio quelle che hanno la capacità di adattarsi a tutto. Ma proprio a tutto. Un esempio? Gli scarafaggi. Però, che tristezza, ho davvero qualche difficoltà a credere che qualcuno abbia mai potuto accostare il nostro storico e provato spirito di adattamento alle simpatiche bestiole. O no? Mi sbaglio?