La biblioteca dimenticata

Politica & Diritti

CASTELLANA GROTTE – Buona volontà e lungimiranza, per restituirla alla nostra comunità

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”.

Con queste parole, il prof. Umberto Eco descriveva l’importanza della lettura nella nostra società: i libri rappresentano la memoria di un popolo, la sua identità. Conseguentemente, si giunge a un’unica conclusione: senza la memoria del passato, non è possibile architettare il futuro; senza un’identità, non si può vivere. Ecco perché le biblioteche hanno sempre rivestito un ruolo decisivo nella grande storia dell’uomo.

Anche Castellana vanta una bellissima biblioteca, dal 1982 ospitata nelle sale dell’ottocentesco Palazzo Sgobba (in via Risorgimento). All’interno della biblioteca sono custoditi circa 70.000 volumi di considerevole valore, frutto di acquisti e di donazioni, molti dei quali non ancora catalogati. Intitolata al pedagogista castellanese Giacomo Tauro, fu resa operativa e fruibile grazie all’opera dell’infaticabile bibliotecario Pierino Piepoli, dello storico locale prof. Marco Lanera e dei sacerdoti Angelo Centrone e Nicola Pellegrino.

Negli ultimi anni, la nostra biblioteca sta vivendo un periodo di grave incertezza, dovuto essenzialmente alla mancanza di un bibliotecario stabile: risulta, infatti, essere chiusa e inagibile. Al momento, alcuni degli spazi sono occupati dall’Informagiovani, un servizio gratuito, messo a disposizione dal comune, utilissimo per chiunque cerchi lavoro, sebbene ignorato da molti.

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In una breve intervista, la sig.ra Rosa Giannuzzi, responsabile dell’ufficio, ci confida il suo rammarico circa il rapporto dei giovani con la cultura: “Sfortunatamente, i giovani d’oggi hanno perduto l’amore per i libri, quindi mi sembra difficile che possano, tutt’a un tratto, interessarsi alla nostra biblioteca. Nonostante ciò, trattandosi di una biblioteca storica, se tornasse ad essere accessibile e, allo stesso tempo, fosse adeguatamente valorizzata, potrebbe diventare un ottimo punto di riferimento per studenti e ricercatori, anche se la cultura, nel nostro paese, finisce sempre per passare in secondo piano, rispetto ad altre esigenze, ritenute di primaria importanza”. Per avere un riscontro, decidiamo di rivolgerci all’autorità competente. “Quello della biblioteca è un problema, che, in questi mesi, sto sollevando con insistenza – sostiene l’assessore ai servizi sociali arch. Maurizio Pace ma, purtroppo, la mancanza di personale rende difficile qualunque operazione atta a potenziare un elemento importantissimo per l’intera cittadinanza”.

Durante la campagna elettorale per le scorse amministrative, si era annunciato un attento programma di valorizzazione del patrimonio culturale, da tutti auspicato e che è tra gli impegni più rilevanti della nuova amministrazione. “Beato il popolo che non ha bisogno di eroi” affermava il drammaturgo e poeta tedesco Bertolt Brecht. In effetti, ci sarebbe bisogno soltanto di un pizzico di buona volontà e lungimiranza, per restituire alla nostra comunità un bene essenziale, da troppo tempo dimenticato.

Sebastiano Coletta