Aldo Moro, la verità negata

Politica & Diritti

Chi e perché ha ucciso Aldo Moro? Un interrogativo che la storia d’Italia porta con sè da quarant’anni, celato dietro i misteri, racchiuso nel “dico e non dico” di tanti interpreti, protagonisti e non protagonisti, del più grande periodo noir che è stata la fine degli anni Settanta.

“La frase più mostruosa di tutte: qualcuno è morto al momento giusto”, tratta da “La provincia dell’uomo” di Elias Canetti, che dà il là a “L’affaire Moro”, il libro capolavoro di Leonardo Sciascia, racchiude in sé tutti i dubbi e le verità nascoste o, peggio, negate dell’intera vicenda politica che ha scosso la nazione intera.

“Aldo Moro, la verità negata” diventa, allora, il leit motiv dell’incontro con l’on. Gero Grassi, già componente della commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, organizzato dall’associazione “Le città che vogliamo”. L’appuntamento è per martedì 5 giugno alle ore 18.30 nel quartier generale dell’associazione in via Fiume 12 a Taranto, quando l’on. Grassi incontrerà la cittadinanza. Con lui parteciperà all’incontro il consigliere regionale tarantino del Gruppo Misto, Gianni Liviano.

Quale componente la Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, l’on. Gero Grassi, nella sua attività volta all’accertamento dei fatti e alla ricerca della verità sull’intera vicenda legata al rapimento e all’assassinio del segretario della Democrazia cristiana, ha incontrato e parlato con tantissime persone che hanno avuto ruoli più o meno importanti in questa complessa vicenda. Ha incontrato i brigatisti Faranda, Franceschini, Morucci, Etro. Ha discusso con importanti magistrati come Imposimato, Priore, Caselli. Ha incontrato i parenti delle vittime di via Fani. Ha instaurato un rapporto di amicizia e fiducia reciproca con Maria Fida e Luca Moro i quali gli hanno donato un grande archivio personale, composto da documenti pubblici e privati e dall’intera rassegna stampa sul caso Moro dal 1978 ad oggi.

“La verità – scrive Grassi nel suo libro “Aldo Moro, la verità negata” – è quella che emerge dalle indagini ed è suffragata da prove certe”. Prima della Commissione Moro II, infatti, la verità che si conosceva sul caso Moro era tutta rilevata dal Memoriale Faranda-Morucci. Nella terza Relazione Moro, approvata dalla Camera dei Deputati il 13 dicembre 2017, si dice, invece, che “emerge un particolare rapporto di Morucci con apparati dello Stato e figure istituzionali, con i quali si avviò nel corso degli anni ’80 una forma di interlocuzione, in un sovrapporsi di piani tra la vicenda criminale e quelle politico-giudiziarie. Il professore Francesco Tritto, assistente universitario di Moro, mi ha
raccontato, ma lo scrive anche nel suo libro e lo testimonia in tribunale, – scrive ancora l’on. Grassi –  che il 14 marzo 1978, a fine lezione, ricorda a Moro che il 16 ci sarà la seduta di laurea.Moro, replicando gli fa notare che non è mai stato assente. A quel punto Tritto dice: “Professore, potrebbe essere la sua ultima seduta di laurea. Sanno tutti che sarà eletto Presidente della Repubblica”. Moro replica: “Grazie professore, lei è troppo buono ma ingenuo. Non sarò mai eletto Presidente della Repubblica. Mi faranno fare la fine di John Kennedy”.

Argomenti e tesi che sarà interessante approfondire con chi quel periodo buio della storia di Italia ha voluto analizzare in tutte le sue sfaccettature.