A bordo di Nave Pantelleria della Marina Militare Italiana

Cultura & Società

di Lia Pasqualina Stani  – Foto dell’Autrice 

Incontrando una donna ufficiale della Marina Militare, bella e femminile con la sua divisa operativa, ho dovuto ridimensionare l’dea che raccontare di una donna ufficiale “mamma”, in un ambiente che un tempo era prettamente maschile, non è più né una novità né tantomeno motivo di eventuali privilegi e/o favoritismi. Le donne che lavorano in una forza armata sono donne, mamme e lavoratrici proprio come altre donne che svolgono mestieri diversi in settori diversi. Poco trucco anzi quasi niente, capelli raccolti, decoro e rigore. Una donna affabile e un Comandante affidabile. Ci si rende conto che il personale femminile svolge tutte le mansioni alla pari dei colleghi uomini, tranne che in alcune specialità come incursori e palombari. Stesse selezioni, stessi corsi addestrativi e stesse possibilità di carriera. A bordo di nave Pantelleria c’è il tenente di vascello Valeria Maurizi, abruzzese, originaria di Magliano dei Marsi. Da circa 9 mesi è al comando di un equipaggio di 33 uomini, compreso un sottotenente di vascello donna.

Nave Pantelleria attualmente è “a secco”, in assetto lavori, dislocata presso il Bacino Brin dell’Arsenale di Taranto. Come tutte le unità navali, dopo un certo numero di ore di moto, occorrono manutenzioni invasive, necessarie e propedeutiche per riportare la nave in galleggiamento. Subito dopo l’assemblea generale a bordo, sorseggiando un caffè, il comandante Maurizi descrive fiera la sua unità navale. Varata nel 1987, è un’unità di tipo trasporto costiero appartenente alla classe Gorgona (dal nome dell’omonima isola situata nel canale di Sicilia). Progettata per fornire supporto logistico, assicurare rifornimento di acqua potabile e di combustibile ad altre navi o isole. Sul ponte di carico è possibile trasportare mezzi e materiale vario in caso di calamità naturali, raggiungendo approdi dove è impossibile via terra per un ridotto passaggio. Nel 1987- 1997 ha effettuato trasporto di aiuti umanitari nella ex Jugoslavia. Dal 1997 al 2010 è stata impegnata per il trasporto materiale, mezzi e personale in Albania nell’ambito dell’operazione ALBA DUE.

Rilascia anche simulacri per l’addestramento dei mezzi impiegati per lo sminamento. Supporta le prove tecniche per le altre unità navali e sommergibili di nuova costruzione. È unità di appoggio alle esercitazioni dei reparti speciali. Il suo assetto propulsivo e di comando conferisce alla nave una buona manovrabilità: requisito che la rende idonea per la formazione degli ufficiali nell’ambito delle sessioni di Scuola Comando Navale e nei tirocini manovra. Nella rada di Augusta, per 2 mesi, il comandante Maurizi, ha effettuato manovre di ormeggio, disormeggio e di comando. In Sicilia è arrivata dopo un anno esatto dalla nascita di Caterina, che è il suo sguardo sul futuro.

Quando ha scelto, circa 15 anni fa di entrare in Accademia, si è impegnata a realizzare un sogno, che ha amato passo dopo passo, sperimentando un percorso formativo che le sembrava un obiettivo lontano. E invece il valore della lealtà verso sè stessa, verso la forza armata e soprattutto verso il Paese, le hanno fatto amare ogni giorno il suo lavoro. Anni di imbarco tra nave Mimbelli fino al cacciatorpediniere lanciamissili “Andrea Doria” come capo componente guerra elettronica per l’operazione Atalanta. Dopo otto mesi di EunavFor Somalia, in questo lungo periodo lontano da casa, a trent’anni, concretizza il progetto di una famiglia con la nascita di Caterina, riuscendo nel normale proseguimento della carriera. Alla sezione Radar del Centro addestramento aeronavale di Taranto, ha lavorato, con le dovute certificazioni, fino all’8°mese di gravidanza per rientrare sei mesi dopo il parto.

Caterina “vive” quotidianamente il lavoro della mamma e anche del papà. Facendo lo stesso lavoro a volte è difficile non organizzarsi ma passare un po’ di tempo con la bimba. Non sempre entrambi siamo a casa. L’aiuto dei nonni è indispensabile, nei periodi lontano da casa. Per riuscire a conciliare il lavoro e la famiglia serve tanta pazienza ed organizzazione.

Il percorso a bordo di nave Pantelleria finisce nell’ufficio del Comandante. Tra le dita della mano sinistra ha un elastico. È di Caterina, lo porta sempre con sé. Sulla scrivania c’è la sua foto. Ha due occhioni grandi. Gli stessi a cui durante la giornata, pensa sorridente, fiduciosa di trovare risposta ai pensieri proprio quando la guarda. Auspicando che qualunque cosa scelga di fare da grande, lo faccia con passione.

L’attività a bordo prosegue con un briefing tra il comandante Maurizi, il comandante in seconda ed un comandante del Servizio Efficienza Naviglio (SEN) che coordina i lavori a bordo della nave. Nel pomeriggio, dopo il lavoro, Caterina aspetta la sua mamma al nido per fare ritorno a casa, per disegnare e giocare.