“Diritto al futuro”: 12 artisti italiani a San Pietroburgo

25 ottobre 2017
24sanpie
“DIRITTO AL FUTURO”: 12 ARTISTI ITALIANI A SAN PIETROBURGO

Più di 60 artisti contemporanei europei, maestri, artisti famosi e giovani talenti emergenti esprimono le loro opinioni sull’idea della rivoluzione, sui processi innovativi, sull’ordine mondiale delle cose e sulle prospettive per il futuro.
La delegazione artistica italiana, a cura di Afrodite Oikonomidou, è composta da: Claire Gavronsky, Filippo Leonardi, Paolo Leonardo, Francesco Lopomo, Tito Marci, Nino Migliori, Renzogallo, Sonia Ros, Rose Shakinovsky, Cosimo Veneziano, Ciro Vitale & Pier Paolo Patti.
La partecipazione italiana è promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed organizzata dall’Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV, con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia e dell’Istituto Italiano di Cultura a San Pietroburgo.
La mostra si sviluppa intorno al tema della “Rivoluzione”, non soltanto la specifica rivoluzione sovietica ma il concetto di rivoluzione in generale come complesso evento socio-culturale, che non si limita alla rivolta o al conflitto militare. Più di 60 artisti contemporanei europei, maestri, artisti famosi e giovani talenti emergenti esprimono le loro opinioni sull’dea della rivoluzione, sui processi innovativi, sull’ordine mondiale delle cose e sulle prospettive per il futuro.
In ogni epoca l’ideale della rivoluzione ha appassionato ed ha ispirato la creatività umana in tutte le sue espressioni (musica, danza, poesia, arti visive), poiché la cancellazione degli schemi consolidati apre, anche solo illusoriamente, nuove prospettive e orizzonti liberi. Dall’immagine entusiasmante dell’utopia fino alla dura realtà della distruzione, sono molteplici le sfaccettature concettuali del termine. L’idea della rivolta di massa è sempre stata collegata al sogno del genere umano per la riorganizzazione del mondo, per lo sviluppo e il progresso, per il miglioramento della qualità della vita di tutti. Ma la fede rivoluzionaria e la lotta per il trionfo finale della libertà e della giustizia, spesso si trasformano in catastrofi, in guerre, in situazioni drammatiche. Da un processo del genere la sensibilità artistica può attingere ottimismo e messaggi di speranza per il futuro o, al contrario, può registrare lo scontro, la strage, la tragedia. Ogni artista, quindi, attraverso il proprio sguardo personale, i propri credo e le esperienze di vita, utilizzando i mezzi e i linguaggi espressivi che meglio lo rappresentano, ci dà la sua immagine della rivoluzione, approfondendo i vari aspetti e le implicazioni impreviste che possono sorgere da questo specifico concetto.
Il progetto Diritto al Futuro nasce da un’idea del Museo d’Arte del XX e XXI secolo di San Pietroburgo (www.mispxx-xxi.ru/eng/) realizzato in collaborazione con il Centro Nazionale per l’Arte Contemporanea (Mosca), l’Istituto Garuzzo per le Arti Visive – IGAV (Italia), il Museo Statale di Arte Contemporanea (Salonicco), il New Museum di Aslan Chekhoev (San Pietroburgo) e le Gallerie Anna Nova ArtGallery, Marina Gisich (San Pietroburgo) e la Galleria Pechersky Gallery (Mosca).
La mostra inaugura il 25 ottobre 2017 (ore 18) negli spazi recentemente rinnovati del Museo MISP, in via Griboedova 103 ed è accompagnata da un catalogo di tutti gli artisti partecipanti al progetto.
GLI ARTISTI ITALIANI
Claire Gavronsky
Pane! Terra! Uguaglianza!, 2017, inchiostro e tempera su carta, serie di 9 disegni cad.25 x 32.3 cm
In una serie di nove disegni, l’artista di origine russa e ormai naturalizzata italiana, riflette sui diritti fondamentali dell’uomo, sui bisogni e sulle richieste dei popoli che hanno acceso e continuano ad accendere la rivoluzione nel mondo. Pane, Terra, Uguaglianza, tre parole che dal 1917 al 2017 continuano ad essere attuali e a caratterizzare le manifestazioni di protesta.
Filippo Leonardi
Il nemico siamo noi, 2016, installazione, legno,pelle, coltello, 15x12x29 cm
Il processo che si oppone e reagisce ai condizionamenti della società in cui vivono è chiamato rivoluzione. Tuttavia questa reazione, non deve essere considerata la lotta contro i falsi valori con cui siamo stati indottrinati e il mettere in discussione le azioni che abbiamo imparato a fare o a non fare. Il vero nemico di tutto questo, siamo noi stessi; rovesciare gli oppressori nelle nostre teste, uscendo dai condizionamenti, sarà la rivoluzione.
Paolo Leonardo
Parigi, maggio 1968\Torino, maggio 1973, via Bligny, 2016, tecnica mista su carta, serie di 4 lavori cad. 70×100 cm
Attraverso questo intervento pittorico si rende omaggio e si indaga il Maggio francese che ebbe una forte tendenza libertaria rispetto al ‘68 italiano. L’aspetto più significativo, secondo l’artista, fu la nascente alleanza studenti-operai, che avrebbe potuto davvero avere importanti ripercussioni. Ecco il caso di una scintilla che non ha provocato una deflagrazione ma ha segnato l’idea di rivoluzione delle nuove generazioni.
Francesco Lopomo
È una Rivoluzione, 2016, manifesto, 70 x 100 cm
Per creare l’immagine della campagna tesseramento dell’Arci 2016-17, si è cercato di riunire in un’unica immagine la rivoluzione politica, sociale e artistica. Dalla famosa foto del comizio di Lenin in piazza Rossa è stato ridisegnato il volto del rivoluzionario in chiave moderna, radicalizzandone i tratti con contorni netti e colorazioni aggressive. Nell’opera si è voluto ridare vita alle tante rivoluzioni artistiche del secolo appena trascorso: dal cubismo al futurismo, dal costruttivismo russo fino alla pop art, dal mondo del fumetto alla grafica moderna. Un messaggio affermativo che lega il passato storico alla nostra quotidianità.
Tito Marci
Ottobre, L’uomo in rivolta, 2008, dittico, olio su tavola, 35×40 cm
Il richiamo è a Camus, L’uomo in rivolta. Non vi è rivoluzione che non riguardi l’uomo: l’uomo nuovo, l’uomo che nasce da un esperimento della ragione, da una sua proiezione ideale. La rivoluzione, si dice, genera l’uomo, o meglio, rigenera l’umanità. Questa visione ha spesso alimentato l’immaginario rivoluzionario e il rapporto tra storia e ideale, tra avanguardia e rivoluzione.
Nino Migliori
Crash, 2009, stampa pigmentata su carta di cotone, 70x70cm
Pensando al tema della Rivoluzione, il grande Maestro della fotografia italiana ha elaborato un’immagine forte e sibillina. Il vortice della rivoluzione significa rottura degli schemi, sconvolgimento dei modi di essere e di pensare i quali vanno in frantumi per riprogettare un nuovo futuro.
Renzogallo
Rosso, 2017, raso e tecnica mista su legno, 120×80 cm
In questo lavoro, improntato nel sentimento della necessità di una rivoluzione totale per un mondo in generale decadenza, mondo ormai gestito dalla finanza e dalla totale indifferenza verso ogni valore umanistico, l’artista prende a simbolo significante il colore rosso, colore sempre legato a valori forti e passionali. La scelta di fare pittura con elementi finora usati nell’industria del lusso (come il raso) rende l’opera provocante e preziosa in una tessitura senza fine che mira ad una sua ideale riformazione.
Sonia Ros
Alabarde, 2013, Trittico, tecnica mista, acrilico e olio su tela, 258×100 cm
Nelle grandi tele enigmatiche e ambigue dell’artista veneziana, l’alabarda, l’arma inastata per antonomasia, a punta tagliente da entrambi i lati, diventa simbolo perfetto di ogni rivolta armata. Arma e corpo si fondono in eleganti frantumi, in rappresentazioni anti-narrative e anti-iconiche, esaltate da colori sapientemente amalgamati.
Rose Shakinovsky
After Malevich Evolution 2017, installazione, legno colorato, dimensioni variabili
Un omaggio a Malevich e alla sua Composizione Suprematista 1916, una delle opere emblematiche di quell’avanguardia artistica che ha accompagnato la Rivoluzione russa. Tutti gli elementi dell’installazione sono copiati dall’originale, con l’obiettivo di creare una nuova forma sovversiva, un nuovo paradigma senza struttura centrale o stabile, nell’arte come in politica. E infine, riportare simbolicamente l’opera in Russia, dopo che è stata lasciata da Malevich a Berlino nel 1927.
Cosimo Veneziano
Giorni di un futuro passato, 2017, serie di 4 disegni su carta, cad. 100×200 cm
In Giorni di un futuro passato, l’artista ricicla immagini dalla propaganda delle rivoluzioni politiche del passato e le usa per creare un dialogo, evidenziando l’accento sull’atto della distruzione come processo di rottura e di cambiamento nella storia umana. La forza scioccante dell’atto e la monumentalità della rappresentazione suggeriscono un intento celebrativo, al contrario della censura che avviene anche in tempi di stabilità politica.
Ciro Vitale & Pier Paolo Patti
Est Memoriale, 2013, Video e stampa fotografica, 4?30??; 100×64 cm
40 giorni di viaggio, 13 stati attraversati, 9400 km percorsi in auto, più di 8000 scatti fotografici e un video che documenta la dimensione on the road di un progetto itinerante, in cui il viaggio stesso è divenuto materia dell’opera d’arte. Un palinsesto di esperienze e visioni che narrano le antinomie e le complesse problematiche storiche e sociali che animano le terre dell’est post-rivoluzione.