In Italia aumenta il cancro tra le donne. Si muore di più nel Sud 

29 settembre 2016
schittulli

Aumentano in Italia i casi di tumori. Ogni giorno sono mille le persone cui i medici dicono di essere affetti da neoplasie maligne. Più colpite sono le donne, in diminuzione negli uomini, la mortalità cala al Nord.

Meno i casi al Sud, ma forse è una vittoria di Pirro. Lo stile di vita mediterraneo e i cibi genuini avranno sicuramente un effetto protettivo, ma la vera causa è la scarsa divulgazione degli screening di massa e delle campagne di prevenzione. Si scopre il cancro al Sud già in fase avanzata e più difficile diventa il lavoro degli oncologi. Questo è il vero motivo perché meno diagnosi, ma mortalità in aumento.

«La vera ricetta per la salute – lo afferma Francesco Schittulli, presidente  nazionale della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori (LILT) – è la prevenzione. Abbiamo farmaci efficaci ma più aggressivi che hanno effetto cardiotossico. Sono necessari accurati controlli cardiologici nel follow-up della neoplasia per ridurre l’incidenza di scompenso cardiaco  e di cardiopatia ischemica, di per sé causa di morte».  Molte sono le analogie tra fattori di rischio cardiovascolare e oncologico. Comuni sono molte misure di prevenzione, dieta mediterranea, esercizio fisico, abolizione del fumo, inquinamento da polveri sottili. La LILT e i cardiologi sono in prima linea per progetti di prevenzione del rischio oncologico e cardiologico che a tutt’oggi sono le determinanti più significative della mortalità nei paesi occidentali.

I dati diffusi dalla comunità scientifica in questa settimana provengono dal Censimento ufficiale delle patologie oncologiche realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum). Nel 2016 sono stimate complessivamente più di 365 mila nuove diagnosi di cancro: la neoplasia più frequente è quella del colon-retto (52.000), seguita da seno (50.000), polmone (41.000), prostata (35.000) e vescica (26.600). Negli ultimi decenni si è registrato un costante incremento dei malati di cancro in Italia: erano 2 milioni e 244 mila nel 2006, sono aumentati sino a oltre 3 milioni nel 2016.

I casi di neoplasie rare sono 89mila/anno. Nel 7% dei casi si tratta di tumori ematologici (41 casi per 100.000) e per il 18% di tumori solidi rari (106 casi per 100.000). La sopravvivenza a cinque anni è pari al 55%  rispetto al 68% dei tumori più frequenti. Per questi ammalati sono necessari poli di eccellenza per diminuire frammentazione e disagi.

Notizie incoraggianti sul fronte del cancro alla mammella: si guarisce nell’85%, ma aumentano i casi sotto i 50 anni.  Il tumore della cervice uterina è più frequente nelle giovani donne (under 50) e si classifica al quinto posto con 2.300 nuove diagnosi nel 2016.

Uno studio condotto in Europa su 162.387 uomini ha evidenziato, una netta riduzione della mortalità per carcinoma prostatico, pari al 21%. Questo è merito dei controlli del Psa. Meno evidenti sono gli effetti sugli over 70. Bisogna individuare strategie migliori per selezionare i gruppi a rischio e i falsi positivi.

E’ importante la comunicazione efficace per promuovere stili di vita salutari, favorire la prevenzione e non abbassare la guardia per la lotta all’inquinamento ambientale.

Riccardo Guglielmi

r.guglielmi@corrierenazionale.net