“Cicloturismo, volano dell’economia locale. Oggi parchi e riserve possono rappresentare un traino straordinario sul fronte turistico”

26 settembre 2016
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RUVO DI PUGLIA – Sostenere un segmento turistico che si caratterizza per i grandi numeri in continua espansione, un notevole indotto e la sua eco sostenibilità, e lavorare concretamente insieme ai territori, con grande accortezza e rispetto, per la tutela e la valorizzazione di luoghi di grande bellezza.

 È questo uno degli appelli che arriva dalla tavola rotonda “800 chilometri a impatto zero – Storie a “pedali” sulle vie d’Europa”, in programma oggi presso la Masseria di Cristo nell’ambito della quarta edizione del Festival della Ruralità, promosso dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia in collaborazione con Legambiente.

 Oggi parchi e riserve possono rappresentare un traino straordinario sul fronte turistico a dimostrazione del valore aggiunto delle scelte di chi punta su qualità della ricettività ma soprattutto su tutela e conservazione del paesaggio. I percorsi ciclabili, infatti, favoriscono un turismo lento e sostenibile, attento alla bellezza e al silenzio, capace di valorizzare la relazione con l’ambiente, il paesaggio, il vastissimo patrimonio ambientale che ogni giorno si offre ai nostri occhi, rappresentando pure un importante modello di sviluppo, volano per l’economia locale.

 

“Il cicloturismo non è più solo un fenomeno di nicchia, un passatempo per quattro sparuti amanti della bici – afferma Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e coordinatore del progetto GRAB – A confermarlo, se ancora ce ne fosse bisogno, vi è lo studio realizzato da The European House-Ambrosetti che, pochi mesi fa, si è preso la briga di misurarne l’indotto. Il risultato è sorprendente: secondo la ricerca, il cicloturismo italiano ha un valore potenziale di circa 3,2 miliardi di euro”.

Oggi, infatti, il cicloturismo conta già un giro d’affari, in Italia, pari a circa 2 miliardi di euro, diffuso soprattutto nelle regioni del nord che offrono molti chilometri di piste ciclabili di qualità e servizi accessori. Il 79% dei viaggiatori considera importanti gli accorgimenti eco-friendly quando sceglie una struttura ricettiva. Di questi, il 61% dei turisti è straniero (soprattutto tedeschi) e il 39% italiano. Tra i luoghi prescelti vi sono anche parchi e riserve, punto di attrazione per le proprie peculiarità di tipo paesaggistico-ambientale.

E in questa categoria rientra proprio il Parco Nazionale dell’Alta Murgia – insignito da Legambiente dell’Oscar dell’Ecoturismo per aver sviluppato le ciclovie turistiche, coniugando la tutela dell’ambiente con la corretta fruizione turistica – che lo scorso 2 giugno ha inaugurato la pista ciclabile “Sassi di Matera – Castel del Monte”, percorso che collega i due patrimoni Unesco, e si aggiunge alla capillare rete di ciclovie del Parco.

“Nell’ambito della CETS (Carta Europea per il Turismo Sostenibile), la costruzione di circa 800 km di percorsi ciclopedonali in cui 400 già completi e 400 da realizzarsi nell’immediato futuro – spiega Cesareo Troia, vice presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia – rappresentano un obiettivo importante. Vogliamo che la bicicletta diventi a tutti gli effetti mezzo di turismo e non solo di trasporto. Attraverso i percorsi cicloturistici puntiamo ad essere il più grande parco bike-friendly d’Italia. Si tratta di un progetto ambizioso che ci vede protagonisti all’interno di un percorso molto più ampio che è quello ciclabile transeuropeo chiamato Eurovelo 5 che collegherà Londra, Roma e Brindisi. Già oggi la “Matera-Castel del Monte” rappresenta il fiore all’occhiello per il collegamento tra due monumenti Unesco in vista del 2019”.